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senatores probi viri, senatus mala bestia

 

Poco meno di un anno fa scrivemmo il post qui sotto. Non è che ci voleva una zingara per indovinare come sarebbero andate le cose, eppure ci abbiamo azzeccato. Quando questo governo s’insediò, alla notizia della nomina di Mastella a Guardasigilli, ma non solo di quella, tirai un sospiro di sollievo per non aver votato questa coalizione. Da domani, una maggioranza di centrosinistra senza Prodi e senza Mastella, potrei anche votarla. Il problema è che, in politica, non v’è peggior nemico che la propria autoreferenza, cosa di cui Prodi ieri ha pagato il giusto prezzo, arrivando a definire la sua immensa inadeguatezza politica : “coerenza, non testardaggine”. Ma fino a ieri il Romano bolognese forse non ancora sapeva che di coerenza si muore. Penso che ora sarà più preparato in merito. L’unica preoccupazione però è che, mentre si rimane inorriditi a vedere le istituzioni ridotte da un manipolo di corrotti in un bivacco impresentabile, tra spumanti e sputi, gli italiani già si stanno preparando all’ennesimo tiro alla fune tra destra e sinistra. Fune da cui si rischia di rimanere strangolati se non si percorre la strada più saggia che sarebbe, ovviamente, quella di un governo di salute pubblica, di coalizione ampia per una nuova stagione di solidarietà nazionale che consenta al Pd e Pdl di partorire una legge elettorale degna di un Paese bipolare e democratico permettendo così agli italiani di riavvicinarsi, timidamente, molto timidamente, ad un nuovo e credibile rapporto di fiducia con la politica. Se non fosse che stasera Berlusconi era a Napoli tra le braccia di De Gregorio. Non mi sembra un buon inizio. Diciamo che…si muore lentamente.

Pubblicato il 25/1/2008 alle 21.54 nella rubrica Diario.

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